2008
Aler, da sempre la casa e molto di più - 08/01/2009 l’Editoriale di Loris Zaffra - Presidente di Aler Si torna a parlare di ambiziosi progetti per riqualificare la città, si pensa in grande per cambiare Milano. Non solo la Milano che conta, ma anche i quartieri popolari, inghiottiti negli ultimi decenni dall’abbandono e dal degrado con i lori casermoni diventati il simbolo della ghettizzazione delle fasce più deboli. Quello che più conta è infatti dare risposte alle domande in un dialogo alla pari con i cittadini, nella fiera consapevolezza che la città sta cambiando forma e la periferia si avvicina sempre più al centro. Dettaglio non da poco poiché la qualità della vita dei cittadini dipende da un sistema di relazioni e di servizi che il contesto deve offrire. Vuol dire housing sociale e una progettazione edilizia e urbanistica non speculativa, rispettosa degli standard di qualità, realmente integrata, pensata per ricomporre le fratture, riarmonizzare le discontinuità delle periferie e risolvere i problemi del degrado e dell’abusivismo. La logica è sempre di più quella di creare un mix sociale all’interno dei quartieri, per evitare le ghettizzazioni, e creare dei veri e propri centri vitali dove, alle fasce disagiate si uniscano famiglie del ceto medio e che con gli anziani delle case popolari e delle Rsa create da Aler si mescolino giovani studenti universitari. Per fare questo Aler si muove come un’immobiliare sociale, attraverso le vendite, cercando finanziamenti da istituzioni e altrettanto dai privati, per ragionare su nuove aree e per avere finalmente la possibilità di concentrare in un solo quartiere diverse fasce sociali, distribuendo nella stessa zona, alloggi a canone sociale, a canone moderato e altri ancora destinati alla vendita, nel più totale mix sociale. Come avviene già al Quartiere Stadera, dove si trovano alloggi a canone sociale, moderato per studenti stranieri dell’Erasmus e studenti connazionali ed infine una residenza per anziani. Ma Aler ha anche un progetto ambizioso e storico: cancellare i palazzoni dell’orrore per ricostruirne altri a Giambellino, Lorenteggio. Giù le vecchie case popolari. Sfruttando Expo 2015 e soprattutto la pioggia di denaro che cadrà su Milano per attrezzarsi ad ospitare il grande evento. È solo un progetto, d’accordo, forse un sogno. Ma è già qualcosa se consideriamo quanto poco è stato fatto in questa grande e ricca città per tentare di assottigliare le differenze sociali. Aler è dunque impegnata in uno sforzo per la riqualificazione dei propri quartieri: lo testimoniano gli edifici che stanno riscoprendo la loro originaria dignità e lo testimoniano gli stessi inquilini che frequentano e partecipano attivamente ai Laboratori di Quartiere. nquilini che meritano rispetto, attenzione e ascolto. Insomma Aler attraverso la comprensione dei bisogni reali dei cittadini inventa e produce un ventaglio di idee e proposte nuove che risponderanno sempre più a vecchie e nuove necessità. Per scoprirle vi invito alla Triennale di Milano dove, dal 3 dicembre all’11 gennaio, Aler festeggia il giro di boa dei suoi primi cento anni di attività insieme al presidente alla Regione Lombardia Roberto Formigoni, al sindaco di Milano Letizia Moratti e a tutti gli attori e protagonisti del nostro passato, ma soprattutto del nostro futuro.
Più case per tutti, Aler progetta la nuova Milano - 13/11/2008 l’Editoriale di Loris Zaffra - Presidente di Aler In ogni angolo della nostra città si intravedono palazzi Aler, per non parlare di quando si percorrono le tangenziali e ad ogni uscita si scoprono insediamenti di case popolari, che raccontano un po’ di storia dell’Azienda ma soprattutto della nostra città. Sono trascorsi cento anni dalla nascita di Aler, cambiano i progetti e le modalità ma gli obiettivi sono rimasti gli stessi. La differenza sono i problemi che si affacciano sempre nuovi, categorie diverse che subiscono l’emergenza abitativa. Penso soprattutto ai giovani, che spesso non possono sostenere le rate del mutuo, e tante volte non hanno nemmeno le condizioni per stipularlo, agli studenti, ai coniugi separati che si trovano senza tetto, ai lavoratori precari e a quelli stranieri. È a queste categorie che Aler pensa, programmando una spesa di 256 milioni di euro per la realizzazione di 3000 nuovi appartamenti da affittare a canone moderato, cioè decisamente inferiore a quello di mercato, di circa 360 euro al mese, per un appartamento di 66 metri quadri. Il nostro compito è da sempre quello di esserci quando un cittadino ha bisogno di una casa e non ha le possibilità di permettersela. Allo stesso tempo il nostro ruolo ci impone di arrivare a comprendere anche i bisogni nuovi facendo sentire la nostra presenza attiva e propositiva al servizio della collettività. Per fare questo l’azienda si muoverà come una immobiliare sociale, attraverso le vendite, cercando finanziamenti da istituzioni e altrettanto dai privati, per ragionare su nuove aree e per avere finalmente la possibilità di concentrare in un solo quartiere diverse fasce sociali, distribuendo così nella stessa zona, alloggi a canone sociale, a canone moderato e altri ancora destinati alla vendita, nel più totale mix sociale. Come avviene già al quartiere Stadera, a sud di Milano, dove si trovano alloggi a canone sociale, moderato per studenti stranieri dell’Erasmus e studenti connazionali oltreché una residenza per anziani. Il patrimonio Aler sta dunque acquistando valore, gli stabili una volta considerati di “periferia”, con lo sviluppo cittadino, si avvicinano sempre di più al centro, hanno una concentrazione maggiore di servizi e comodità, per esempio la zona Lorenteggio, a pochi minuti dal centro, a nemmeno cinquecento metri dall’imbocco dell’autostrada e tra poco collegata anche alla nuovissima linea 4.
Avviso ai clienti - 13/11/2008 Costruire case è ancora la sfida di Aler- 05/08/2008 l’Editoriale di Loris Zaffra - Presidente di Aler Ci sono realtà che ti fanno capire che merita impegnarsi e sognare perché, alla fine, qualcosa di buono viene sempre fuori. Sono i progetti giusti per contenuti e metodi. Quelli che rispondono a un bisogno primario, la casa, che però non è l’unico. E Aler lo sa. Dettaglio non da poco poiché la qualità della vita dei cittadini dipende da un sistema di relazioni e di servizi che il contesto deve offrire. Vuol dire housing sociale e una progettazione edilizia e urbanistica non speculativa, rispettosa degli standard di qualità, realmente integrata, pensata per ricomporre le fratture, riarmonizzare le discontinuità delle periferie e risolvere i problemi del degrado e dell’abusivismo. Impegno di una mission che Aler sintetizza nella realizzazione di quartieri in cui vivere serenamente e dignitosamente. Come dire si scrive housing sociale, si legge dare una casa in un pezzo di città e non in un deserto di periferia. Sfida che il nuovo corso dell’Aler gioca a tutto campo aperti alle sinergie operative con enti pubblici e soggetti privati, al dialogo con i cittadini e alla partecipazione e sapendo di operare per dare forma a una società in evoluzione. Aler ha già realizzato un cospicuo numero di alloggi destinati alle categorie meno forti economicamente, studenti fuori sede, lavoratori precari, anziani, giovani coppie e nucleifamiliari. Progetti, questi, che si ritrovano all’interno dei principali programmi messi in atto da Aler su Milano e Provincia (Rsa, programma regionale per l’emergenza abitativa, costruzioni a canone concordato, recupero dei sottotetti, locazioni temporanee, residenze niversitarie e altre) per offrire una risposta mirata lle esigenze della domanda. Risposta che, giusto per dare qualche numero, si traduce in 127 alloggi per locazione a termine con futura vendita, 67 alloggi di autocostruzione in affitto, 251 alloggi a canone moderato, 431 alloggi grazie al recupero dei sottotetti e, ancora, tre residenze sanitarie (via Quarenghi, via Baroni e quartiere Stadera) per complessivi 385 posti letto. Ci sono poi cinque nuove residenze universitarie (Gratosoglio, Campus Martinitt, quartiere Mazzini, quartiere Stadera e quartiere Attendolo Sforza) che rendono disponibili qualcosa come 926 posti letto e 426 alloggi. Che aggiungere? Aler mette insieme tutto, come tutta insieme è la vita, come tutta insieme la deve accogliere una città. E lo fa occupandosi delle persone, facendone un pezzo di città non solo per loro ma anche per loro. È la voglia di ottimismo, concretezza e voglia del fare che si respira negli uffici Aler di viale Romagna. In uno slogan? Expo 2015, non è solo grattacieli.
TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SUI NUOVI CANONI - 05/08/2008 di Domenico Ippolito Direttore generale Milano Aler La nuova legge regionale sui canoni d’affitto inaugura una nuova fase nel rapporto tra Aler e gli utenti nella qualità del servizio offerto e dà all’Azienda la possibilità di garantire la certezza di un impegno sul fronte della sicurezza e della manutenzione. Tema, quello della sicurezza, che Aler affronta con piglio e decisione: il consiglio d’amministrazione ha già approvato un piano che assicura una presenza ancora più incisiva dei venti Tutor, gli ispettori anti-abusivi in servizio 365 giorni all’anno su 365 e ventiquattrore su ventiquattro. E sempre grazie ai nuovi canoni d’affitto decisi dalla Regione Lombardia, Aler assicura un forte investimento sulla manutenzione degli stabili e sulla riqualificazione interna degli alloggi. Ma c’è ancora di più. E’ il Patto che Aler stringe con voi inquilini e lo fa sempre grazie alla legge regionale che dà un valore economico all’alloggio: un prezzo al bene immobiliare dove abitate perché vivere nelle case Aler non può e non dev’essere più considerato un disvalore. Questo è il Patto che, oggi, firmiamo con tutti gli inquilini e che è presupposto fondamentale per dare corpo e sostanza alla dignità del vivere e alla convivenza civile.
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